Gli editoriali

L'editoriale del parroco

Fratelli tutti: un sogno possibile!

di don Fabio Verga

Don Fabio Verga

Carissimi e carissime, eccoci a una nuova edizione della nostra Festa Patronale “Madonna del Rosario”. Festa che coincide con l’inizio del nuovo Anno Pastorale. In questi anni la Chiesa Universale sta portando avanti una riflessione importante sul tema della “sinodalità”, del “lavorare insieme”. L’arcivescovo nella sua “proposta Pastorale per l’anno 2026-27” scrive che “Le comunità cristiane sono porte aperte perché molti possano entrare”.

Un’immagine, quella delle porte aperte a me particolarmente cara. E, d’altra parte io credo che queste “porte aperte” rappresentino la sfida oggi più che mai attuale. Non dimentichiamoci che la Chiesa nasce proprio così: dopo la Pentecoste le porte del Cenacolo si aprono e gli Apostoli iniziano la loro Missione nel mondo! Porte aperte in segno di “partenza”, di missione e “porte aperte” nel segno dell’accoglienza. “Le relazioni, scrive l’Arcivescovo, che si stabiliscono sono vie della missione. Tutti i fedeli sono chiamati a praticare una cura delle relazioni, tutti hanno una mano da stringere, un volto per sorridere, una parola da condividere … Per tutti ci deve essere un sorriso accogliente e un invito a conversine”.
Il tema che abbiamo scelto per l’edizione 2026 della Festa Patronale è: “Fratelli tutti: un sogno possibile!”. Due punti di riferimento: gli 800 anni dalla morte di San Francesco di Assisi di San Francesco di Assisi e la lettera Enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, appunto!
Viviamo in un contesto multiculturale e multireligioso. I “segni” nella nostra città sono più che evidenti. Ed è proprio in questo contesto che ci è chiesto di investire sia a livello pastorale che sociale sull’ascolto, sul dialogo, sull’accoglienza e sulla cura delle relazioni. Mi chiedo come Pastore di questa Chiesa: cosa stiamo facendo e cosa potremmo fare, quali “spazi” potremmo “costruire” per favorire tutto ciò?

C’è un passaggio della “Proposta Pastorale” dell’Arcivescovo che mi ha colpito, una provocazione:
“L’essenziale non è – fare per – o – al posto di -, ma – fare con -. Essere oggi la Chiesa di sant’Ambrogio, essere ambrosiani in questo terzo millennio, significa proprio vivere la profezia sociale, perché molto cristiana e teologale, di essere un popolo che costruisce la propria identità non tanto tracciando confini, non creando isole artificiali di normalità, utili per etichettare in modo difensivo e offensivo tutto ciò che è diverso come patologico, quanto piuttosto costruendo piazze, luoghi di incontro, di confronto e di dialogo, dove crescere insieme, spazi che trasformano i tanti individui, singoli e soli, in una comunità guidata dallo Spirito nel nome di Gesù Cristo”.
Mi colpisce molto il richiamo a “fare con” … Una sfida importante e dalla quale, come Chiesa, non possiamo permetterci di prendere le distanze. Il cammino stesso della “Comunità Pastorale” è un segno “evidente” di quanto può essere fruttuoso nonostante le inevitabili fatiche e resistenze, il “fare con”, l’essere e il lavorare insieme …! La Comunione non è utopia, è una scelta!

“Fratelli tuti: un sogno possibile!”. Sì, possibile se ci crediamo, se ognuno si fa avanti, ci mette il proprio volto, il proprio sorriso, l’entusiasmo, la creatività e la volontà! Possibile, sì perché “nulla è impossibile a Dio”, nulla è impossibile nella misura in cui restiamo “affidati” a Dio, come ha fatto Maria, nostra amata e venerata Patrona! Ed è proprio a Lei che desidero affidare il cammino della comunità cristiana e civile. Avere come Patrona la Madre di Dio è un “onore” grande! Da Lei impariamo lo “sguardo” giusto sulla realtà, Lei che alle Nozze di Cana ha saputo con i suoi occhi “anticipare” una mancanza (“Non hanno più vino” Gv. 2, 3), ci aiuti ad “anticipare” passi di comunione, di accoglienza e di inclusione tra popoli, culture, tradizioni e religioni presenti sul nostro territorio!
Buona festa Patronale della “Madonna del Rosario”!

L'editoriale del sindaco

“Fratelli tutti”: un sogno possibile per la nostra comunità

di marco pozza

Marcopozza-ok

“Fratelli tutti”: un sogno possibile per la nostra comunità.
La Festa è, per eccellenza, il momento della spensieratezza, dell’incontro e del divertimento, ma offre anche l’occasione ideale per fermarsi a riflettere e approfondire ciò che accade intorno a noi.
Quest’anno il tradizionale appuntamento di settembre fa un passo in più. Non si svolgerà solo nel centro storico, ma cercherà di portare eventi e allegria in tutti i quartieri, coinvolgendo scuole, associazioni e commercianti.

L’obiettivo condiviso come Amministrazione comunale è che ogni cittadino si senta parte dello stesso cammino.
Al centro dell’edizione 2026 c’è la “fratellanza”, una scelta concreta ispirata all’anno giubilare di San Francesco e all’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, che richiama temi che ci coinvolgono nel quotidiano.
Non un’utopia astratta, ma un possibile antidoto per superare la solitudine, anche quella più nascosta, e le preoccupazioni che oggi mettono a dura prova le nostre famiglie.
In un contesto internazionale in cui gli incontri tra i potenti della Terra non vertono intorno alla parola pace, ma parlano di guerra, riflettere sulla fratellanza diventa un dovere civico.
Come ha ricordato il cardinale Pizzaballa sulla crisi in Medio Oriente, siamo immersi in conflitti alimentati da una profonda mancanza di leadership e dal logoramento della cultura del dialogo. Di fronte a questo indebolimento delle istituzioni e della via diplomatica, l’impegno per la giustizia sociale e la custodia della Terra devono viaggiare insieme.

San Francesco d’Assisi ci ha lasciato un insegnamento universale sulla concordia: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più abbondante nel vostro cuore». È un invito a cambiare dentro di noi, trattando l’ambiente come una casa comune da salvare con scelte sostenibili e solidali.
Accanto alle tradizionali bancarelle e alle iniziative che proporranno i nostri commercianti, al cabaret, alla grande musica e ai momenti ludici, ci saranno spazi di dibattito e testimonianze — come il ricordo dell’ambasciatore Luca Attanasio — per interrogarci sul significato profondo della solidarietà.

Ai nostri giovani chiedo di non isolarsi, ma di vivere queste giornate con entusiasmo.
Il futuro di Cesano Boscone si costruisce giorno per giorno, e solo così la Festa mostra l’anima vera di una comunità aperta, solidale e unita.