Festa Patronale Cesano Boscone

Gli editoriali

L'editoriale del parroco

Il meglio deve ancora venire

di don luigi caldera

don luigi caldera

Mi piace l’immagine scelta per la nostra festa di quest’anno. Leggo un senso di dipendenza sicura e che non si sente invasa nella ragazzina aiutata dal nonno e una scelta di donazione senza riserve nell’atteggiamento del nonno. C’è da percorrere la strada della vita, una strada dove è proibito camminare da soli. L’importanza e la necessità delle relazioni è la prima sottolineatura che viene da queste immagini. Mi pare sia un’immagine che trasmette speranza: è possibile fidarsi l’uno dell’altro, si tengono in conto i valori reciproci e le reciproche necessità, ciascuno ha qualcosa da dare all’altro: chi un aiuto pratico, chi un sorriso. Si può fidarsi dell’altro. L’amore e l’affetto si possono vivere in tanti modi. Si può guardare all’altro con simpatia, mettendosi in gioco per raggiungere lo stesso obiettivo: vivere bene!

DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE

Il rapporto tra le generazioni per decenni è stato oscurato dalle proposte educative che si sono fermate al ‘gruppo dei pari’, cioè che proponevano come unico modo per crescere quello di stare con le persone della stessa età.
Quante ricchezze e quanti valori educativi, quanti esperienze e quante storie nate dalla vita sono andate perse! Quanta tenerezza e quanta nobiltà non hanno trovato un destinatario, un modo per incontrarsi.
L’icona più bella della vecchiaia è l’anziano che prende in braccio un bambino e lo legge come un dono, comunicando agli altri la gioia per un dono ricevuto; è lo stupore per una vita che cresce, che impara, che scopre il mondo. Dare testimonianza di umanità e di fede è la vocazione della vecchiaia: cioè dare il testimone da portare avanti in una staffetta arricchente per tutti.

PAPA FRANCESCO E ASSEMBLEA DELLA COMUNITA’ PASTORALE

La testimonianza degli anziani unisce le età della vita e le stesse dimensioni del tempo: passato, presente, futuro perché loro non sono solo la memoria, sono il presente e anche la promessa. Le età della vita non sono mondi separati, in competizione tra loro, che cercano di vivere ciascuno a spese dell’altro
L’anno scorso (era agosto, quindi nessuno l’ha sentito) papa Francesco ebbe a dire: “L’alleanza dei vecchi e dei bambini salverà la famiglia umana: dove i bambini, dove i giovani parlano con i vecchi c’è futuro. Che i vecchi abbiano la gioia di parlare, di esprimersi con i giovani e che i giovani cerchino i vecchi per prendere da loro la saggezza della vita”. Fatte le dovute proporzioni e senza montarci la testa è bello che nell’assemblea della Comunità Pastorale del 14 maggio questa necessità di collegamento tra anziani, adulti e giovani sia emersa.

LA SUA MISERICORDIA

Da tre anni papa Francesco propone la giornata dei nonni e degli anziani. Innanzitutto per dire che queste categorie non possono rientrare nella cultura dello scarto. Già perché sono 10 milioni i nonni che seguono i nipoti fino ai 14 anni (scuola, sport, pranzi, valori umani e di fede, mance), magari imparando da essi le nuove tecnologie …
‘La prepotenza del tempo dell’orologio dev’essere convertita alla bellezza dei ritmi della vita’, bellissima frase da trasformare in scelta.
Quest’anno per completare il discorso ‘di generazione in generazione’ si introduce il tema della misericordia, vista la profonda carenza di questo valore, di questa virtù. L’arroganza dilaga, la buona educazione si fa fatica a vederla (insegniamola ai bambini come forma di rispetto per gli altri), si urla come se fosse l’unico modo per sostenere le proprie ragioni, si hanno pretese di ogni tipo: se la misericordia (parola che significa: mettere in gioco il cuore verso quel poveretto che ho davanti) dilagasse, forse sarebbe migliore il mondo che andiamo a costruire per tutti.

L'editoriale del sindaco

Di generazione in generazione

di Salvatore gattuso

sindaco gattuso

L’immagine di una bimba sorridente, seduta su una vecchia cariola, trainata da chi potrebbe essere il suo papà o un giovane nonno rappresenta l’essenza della Festa Patronale 2023: “Il meglio deve ancora venire, di generazione in generazione”.


In un momento in cui il valore della vita umana continua a essere messo in secondo piano rispetto all’egoismo, al personalismo, alla violenza e alla prepotenza, dobbiamo fare di tutto affinché il futuro sia migliore. È indispensabile avere fiducia nelle nuove generazioni che però vanno supportate, aiutate ad affrontare le difficoltà, a non considerare la vita come un “di cui”, ma come essenza stessa della propria presenza nella società. Una realtà fatta di sguardi, di sorrisi, di abbracci che nessuna tecnologia o intelligenza artificiale potranno mai proporre con la medesima intensità.


La guerra nel cuore dell’Europa, l’arroganza di alcuni esponenti della politica internazionale, le difficoltà del mondo economico a individuare il giusto equilibrio tra costo del denaro e inflazione sono elementi che rischiano di minare la speranza di un domani migliore. Al quale ciascuno di noi, anche nella nostra piccola comunità, deve dare il suo contributo.
La Festa è una tradizione ed è una parte della storia di Cesano Boscone.

Quattordici giorni in cui ciascuno di noi potrà vivere intensamente la propria comunità e il proprio territorio. Ci saranno momenti di preghiera e riflessione, ma anche divertimento, svago e cultura. Tante occasioni per stare insieme e per trascorrere qualche ora di spensieratezza cogliendo ogni occasione che permetterà di favorire la condivisione fra generazioni.


Vi aspetto!